EAN13

European Article Number, o semplicemente EAN, è una famiglia di codici a barre soggetta alle specifiche della GS1 (una volta conosciuta come EAN International).

Allo standard GS1 aderiscono un centinaio di paesi.

La famiglia di codici a barre EAN comprende EAN-13 e EAN-8 ed alcuni ADD-ON quali ad esempio EAN-2 o EAN-5 per la carta stampata.

Il codice in formato EAN é tipicamente un GTIN.

È usato in Europa ed in Giappone (dove però viene chiamato JAN, Japanese Article Number) per la marcatura dei prodotti destinati alla vendita al dettaglio.

La codifica è compatibile con il sistema UPC adottato negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

la politica di approvvigionamento e il controllo scorte

 

Per quanto riguarda il controllo scorte, è possibile definire parametri specifici a livello di singolo magazzino (accedendo alla scheda “Dettaglio Magazzini) altrimenti, i dati impostati sono validi per tutti i magazzini considerati globalmente.

 

Scorta Minima

Rappresenta la quantità minima di sicurezza per evitare rotture di stock.
Se la “disponibilità nel tempo” scende al di sotto della scorta minima, il programma suggerirà di effettuare un ordine a fornitore.
Se il campo Scorta Minima viene lasciato a zero, significa che non si vuole gestire questo parametro.

Scorta Massima

Quantità massima dell’articolo che si desidera detenere in magazzino.
Questo parametro viene utilizzato per evidenziare quali articoli presentano un eccessi di scorta.
Se il campo Scorta Massima viene lasciato a zero, significa che non si vuole gestire questo parametro.

Lotto di Riordino

Identifica la quantità multipla da ordinare al fornitore.
Deve essere contestualmente maggiore o uguale alla Quantità Minima di Riordino.

Punto di Riordino

Identifica la giacenza (esistenza – riservato) raggiunta la quale è necessario emettere un ordine a fornitore.

N. Giorni per Approvvigionamento

Rappresenta il tempo medio, in numero di giorni, per l’approvvigionamento dell’articolo da un fornitore.
Corrisponde al numero dei giorni che intercorrono fra l’ordine al fornitore e la consegna dell’articolo.

Produttore

Codice del soggetto che produce l’articolo.

Fornitore Abituale

Codice del fornitore dal quale l’articolo viene abitualmente acquistato.

 

Rintracciabilità Alimentare

La rintracciabilità consiste nell’utilizzare le “impronte”, ovvero la documentazione raccolta dai vari operatori coinvolti nel processo di produzione, per isolare un lotto produttivo in caso di emergenza, e consentire al produttore e agli organi di controllo che hanno il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare del cittadino, di gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo attraverso la conoscenza dei vari processi produttivi (flussi delle materie prime: documentazione di origine e di destinazione, etc.).

Da

http://www.salute.gov.it/sicurezzaAlimentare/paginaInternaMenuSicurezzaAlimentare.jsp?id=1140&lingua=italiano&menu=sicurezza

Un aspetto importante della sicurezza alimentare è la “rintracciabilità” – definita dal Regolamento (CE) 178/2002 – come “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”.
Lo scopo è quello di far sì che tutto ciò che entra nella catena alimentare (mangimi, animali vivi destinati al consumo umano, alimenti, ingredienti, additivi, etc.) conservi traccia della propria storia, seguendone il percorso che va dalle materie prime fino alla erogazione al consumatore finale.
La rintracciabilità consiste nell’utilizzare le “impronte”, ovvero la documentazione raccolta dai vari operatori coinvolti nel processo di produzione, per isolare un lotto produttivo in caso di emergenza, e consentire al produttore e agli organi di controllo che hanno il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare del cittadino, di gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo attraverso la conoscenza dei vari processi produttivi (flussi delle materie prime: documentazione di origine e di destinazione, etc.).
Fino al 2005 erano rintracciabili solo alcuni prodotti, quali carni, pesce e uova, quelli cioè più a rischio per la salute del consumatore. Dal 1° gennaio 2006, con l’entrata in vigore del “Pacchetto Igiene” l’obbligo della rintracciabilità è stato esteso a tutti i prodotti agroalimentari, il che consente di individuare qualsiasi prodotto in ognuna delle fasi del ciclo produttivo.

Cos’è un ERP

Da http://it.wikipedia.org/wiki/Gestionale

L’acronimo ERP significa Enterprise Resource Planning (letteralmente “pianificazione delle risorse d’impresa”)[1].

Si tratta di un sistema di gestione, chiamato in informatica sistema informativo, che integra tutti i processi di business rilevanti di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc.) Con l’aumento della popolarità dell’ERP e la riduzione dei costi per l’ICT (Information and Communication Technology), si sono sviluppate applicazioni che aiutano i business manager ad implementare questa metodologia nelle attività di business come: controllo di inventari, tracciamento degli ordini, servizi per i clienti, finanza e risorse umane.